aARCHIVIO CENTRALE DELLO STATO

- La sua storia e il suo patrimonio -

L'esigenza di dotare lo Stato italiano di un Archivio centrale, anzi dell'Archivio in cui raccogliere e conservare le carte della propria amministrazione centrale, venne soddisfatta qualche anno dopo la presa di Roma avvenuta il 20 settembre del 1870.
Il rd 27 maggio 1875, n. 2552 (Ordinamento organico degli archivi di Stato) istitui'l'Archivio del Regno - per la conservazione degli ''atti dei dicasteri centrali del Regno, che non piu' occorrono ai bisogni ordinari del servizi '' - concepito come una sezione dell'Archivio di Stato di Roma.
Il modello organizzativo, allora adottato, delineo' un istituto privo di autonomia e diede l'avvio ad una lunga fase costituente. Per quasi ottanta anni le carte dello Stato italiano si accumularono frammentate, disperse per mancanza di spazio in numerosi edifici del centro storico di Roma.
Alle serie archivistiche del Consiglio di Stato, della Corte dei conti, della Corte di cassazione, seguirono le serie dei ministeri dei Lavori pubblici, di Grazia e giustizia, delle Comunicazioni, di Agricoltura, industria e commercio, della Pubblica istruzione, dell'Interno, della Guerra, delle Armi e munizioni e dei tribunali militari. A questi archivi si unirono i primi carteggi di personalita', Crispi, Depretis, Giolitti, Ricasoli.
Con il secondo dopoguerra, si ebbero imponenti versamenti. Da un lato, l'archivio della Presidenza del Consiglio dei ministri e gli altri archivi trasferiti al Nord con la costituzione della Repubblica sociale italiana, recuperati alla fine del conflitto nell'aprile del 1945, molti dei quali (Ministero dell'interno, Segreteria particolare di Mussolini, Ministero della cultura popolare) erano stati microfilmati dalla Joint Allied Intelligence Agency del Governo militare Alleato. Dall'altro, gli archivi dell'amministrazione pubblica dell'Italia liberata, divenuti cospicui con il trasferimento a Roma del Governo dopo la liberazione della citta' nel giugno del 1944.
La legge 340 del 13 aprile 1953 riconfiguro' l'Archivio del Regno come organismo assolutamente autonomo, denominato Archivio Centrale dello Stato, creando, per la prima volta in Italia, una grande struttura archivistica a livello nazionale per la tutela, la valorizzazione e la fruizione delle fonti documentarie per la storia contemporanea del nostro Paese.
Nel 1960, l'Istituto fu trasferito in un imponente edificio dell'EUR, destinato originariamente, nel progetto espositivo dell'E42, ad ospitare la sede della Mostra delle Corporazioni.
Il DPR 3 dicembre 1975, n. 805 dispose che gli archivi di Stato entrassero a fare parte del nuovo Ministero per i beni culturali e ambientali.
Attualmente si applicano le disposizioni contenute nel decreto di riorganizzazione del Ministero su base dipartimentale (D L.vo 3\2004), le disposizioni che regolano il trattamento dei dati sensibili, ormai coordinate e integrate nel Codice in materia di protezione dei dati personali, entrato in vigore lo scorso 1° Gennaio 2004 (D L.vo 196\2003) e le disposizioni contenute nel recente Codice dei beni culturali e del paesaggio (D. L.vo 42\ 2004).
Agli archivi delle amministrazioni centrali dello Stato, si sono aggiunti nel corso degli anni la Real casa, la Consulta araldica, un buon numero di archivi di enti pubblici nazionali (fra questi, l'IRI, l'Opera Nazionale Combattenti, l'Agensud, l'Esposizione Universale di Roma E42), di personalita' di rilievo nella vita politica, culturale ed economica del nostro Paese, di architetti, oltre che un nucleo crescente dei cosi' detti ''nuovi archivi'': fotografici, audiovisivi, informatizzati ed elettronici (fra questi, i filmati di propaganda dell'USIS, i microfilm della Commissione Alleata di Controllo e quelli del Comintern).
Una massa documentaria in continua e progressiva espansione, che attualmente si distende su circa 150 km in metri lineari, dei quali ben 2 Km sono occupati dalle tre serie dei brevetti di invenzione, dei brevetti dei marchi di fabbrica e dei brevetti dei modelli, costituite complessivamente da circa 900.000 fascicoli.
In particolare, la serie dei brevetti di invenzione comprende 613.000 brevetti degli anni 1855 - 1961; la serie dei marchi di fabbrica custodisce 171.000 brevetti degli anni 1869 - 1965; la serie dei modelli, infine, conserva 100.000 brevetti, degli anni 1874 - 1965, distinti tra modelli di utilita' e modelli ornamentali.
E' on line la versione alfanumerica dei database della serie BREVETTI MARCHI e BREVETTI MODELLI. E' in fase di completamento l'inserimento, all'interno degli stessi, del materiale iconografico di cui pubblicheremo alcuni screen shot
in anteprima.

Il Soprintendente dell' Archivio Centrale dello Stato

Dott. Maurizio Fallace

Torna alla home Vai ai Database

Valid HTML 4.01!